Ecco. Tutte le volte che vedo Amanda Palmer, io penso “CORPO”. Perché quello è: sensualità mista a movimenti normali, a volte sgraziati, voglia di mutamento e mimesi, peli, imperfezioni, lividi e sopracciglia disegnate con grande bravura, intelligenza e sciocchezza, ego smisurato, vezzi e fragilità, idee a pioggia e furbizia meschina, scopiazzature e originalità, pulsioni ed errori, esibizione di professionalità ed emotività nuda, qualche schifezza, un po’ di bassezze per solleticare il pubblico e robe coltissime fatte solo per te che sei nascosto in ultima fila e che sei l’unico che può capire, …
Insomma, bellezza vera.
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